La partita dell’Inter contro il Barcellona è stata condizionata da una direzione di gara a senso unico. Questo succede ogni volta che un’italiana incontra i Blaugrana. Costacurta ha affermato apertamente che a Madrid o Barcellona parti già con l’arbitro a sfavore. E le italiane purtroppo non sono ben viste in Europa.

Fatta questa doverosissima premessa, la partita dell’Inter si è divisa in due parti. Il primo tempo è stato di grande coraggio e abbiamo ricevuto ottime risposte alle domande che ci ponevamo nell’articolo di oggi: https://www.persemprecalcio.it/competizioni-internazionali/barcellona-inter-cosa-valutare-oltre-al-risultato/.

La squadra ha mostrato personalità e Barella e Sensi hanno risposto alla grande. L’Inter ha pressato, ha giocato con coraggio, corta, attenta, rapida e organizzata. Il Barcellona era in difficoltà, spaesato ed è partito con un pessimo approccio. I nerazzurri ne hanno approfittato e avrebbero potuto segnare anche il gol del 2-0. L’episodio del rigore non dato ha condizionato l’Inter, ma i Blaugrana sono entrati con un altro piglio.

Quello che va contestato a Conte è l’aver speculato dopo il pareggio, scegliendo di chiudersi e optare per un 5-4-1, che ha consegnato l’Inter a Messi e compagni. La difesa è stata maggiormente sollecitata e quando hai gli avversari più vicini alla porta è più semplice commettere errori. Quando l’avversario, decisamente più forte come valori individuali, è entrato a regime poi l’Inter ha fatto fatica. Ma siamo curiosi di capire quanto ha inciso l’arbitraggio a livello psicologico.

Conte può essere soddisfatto per approccio, personalità, grinta e prestazione finché l’Inter ha retto fisicamente e il Barcellona non ha accelerato. Da rivedere sicuramente la questione cambi, che non possono non lasciare perplessi.

Eppure c’è stato tanto di positivo oggi. E c’è un’azione che va vista e rivista, una transizione straordinaria, con tantissimi passaggi, a eludere il pressing, fino ad arrivare alla conclusione finale.