Rocco Commisso ha acquistato la Fiorentina circa tre mesi fa.

Rocco Commisso è fondatore e presidente di Mediacom, azienda tra le più importanti al mondo in termini di telecomunicazioni che permette all’uomo originario della Calabria di possedere un patrimonio di circa quattro miliardi di dollari. Da sempre appassionato di calcio, tanto che nel 2017 decide di acquistare una quota di maggioranza dei New York Cosmos, club militante nella seconda divisione nordamericana che prima del suo arrivo rischiava il fallimento.

Commisso rappresenta il sogno americano per eccellenza, poiché pur provenendo da una famiglia di migranti molto povera è riuscito grazie all’acquisto di alcune licenze via cavo da piccole TV locali ad arrivare con la sua azienda a diventare l’ottavo broadcaster più importante degli States. Una storia che assomiglia molto a quello italiana di Berlusconi, che ottenne successo col Milan e in politica grazie soprattutto al successo delle sue reti via cavo, che tra gli anni ottanta e i novanta diedero il via al alla proliferazione di investitori privati in ambito televisivo che avevano come modello proprio il patron di Fininvest. 

Molto interessanti le dichiarazioni prima del match contro la Juve:

«Oggi sarà dura, molto dura, ma sono convinto che vedremo una grande Fiorentina. Mi aspetto uno stadio pieno e bellissimo, pieno e civile. Non voglio più sentire cori né sull’Heysel né su Scirea. Si va contro i miei principi. E non voglio più neanche quelli contro il sud. Io sono calabrese, Joe Barone è siciliano, Montella è napoletano, attaccare i meridionali è attaccare noi. Non so chi abbia fatto quei cori, non li conosco, ma non voglio più sentirli. Ai leader della Fiesole dico: controllate i pochi che lanciano quelle urla. La Fiorentina è di tutti, mia, dei tifosi e della Fiesole. Quei cori e la violenza no».

Purtroppo è rarissimo che un presidente di una squadra di Serie A prenda una posizione così netta nei confronti della feccia che popola i nostri stadi. C’è voluto un italo-americano, abituato a ben altra cultura sportiva, per fare un monito di questo stampo. Commisso ha ricordato che questi cori non hanno nulla di goliardico, ma sono beceri e inqualificabili. La dirigenza viola ha inoltre difeso la grande maggioranza dei tifosi del Franchi, che non intonano certi cori e vanno allo stadio solo per tifare la Fiorentina.

Sarebbe bello che tutti i massimi dirigenti delle squadre di Serie A si unissero, prendendo posizione come Commisso, per andare contro i cosiddetti “pochi imbecilli” che si rendono protagonisti di certi comportamenti nei nostri stadi. E le parole di Commisso sono assolutamente da apprezzare, in quanto ha elogiato anche la maggioranza dei tifosi che non ha mai intonato quei cori.

Il giusto atteggiamento è stigmatizzare e condannare i beceri, invitando a pene severissime e, allo stesso tempo, non fare di tutta l’erba un fascio, difendendo anche i tantissimi tifosi che vanno allo stadio per tifare e sostenere la propria squadra.