Nel match tra Inter e Lecce la Curva Nord dell’Inter ha esposto uno striscione per Diabolik, pluripregiudicato ultrà della Lazio nonché trafficante di droga ucciso qualche settimana fa per un regolamento di conti. Risparmiandovi la retorica del tipo “Perché non fanno omaggi a chi lo merita”, non possiamo non rimanere basiti dal fatto che un simil personaggio venga celebrato dinanzi al silenzio generale.

Badate bene: abbiamo parlato di “Curva Nord”, non di San Siro o di tifosi dell’Inter. La stessa Curva Nord che si rende sempre protagonista di atteggiamenti deprecabili e che è invisa al tifo nerazzurro.

A proposito di stadi e tifo organizzato, così come Allegri, anche Montella ha affermato di non aver sentito gli inqualificabili cori contro i tifosi napoletani. Si tratta di persone vigliacche e false? Qualcuno la pensa così, ma non osiamo pensare cosa sarebbe successo ai due tecnici se avessero affermato “Quei cori fanno ribrezzo, così come quelli che li hanno proferiti”. Il buon Sarri ha affermato che in caso di cori contro i napoletani all’Allianz Stadium parlerà e non farà orecchie da mercante, ma la sfida è trovare la giusta modalità per non inimicarsi certa gente. Parliamo di pluripregiudicati senza scrupoli e che spesso godono di impunità.

Venendo allo stesso Napoli, ricordiamo l’episodio orrendo di Frosinone quando gli ultrà rifiutarono la maglia di un professionista esemplare come Callejon… Per non parlare dei vomitevoli cori razzisti negli stadi italiani. Matuidi a Cagliari e Koulibaly a Milano sono sono alcune delle vittime. L’elenco potrebbe continuare all’infinito, ma ci fermiamo ricordando il gesto di ribellione di Muntari… punito con l’espulsione!

Il calcio è in mano a tifo organizzato e clan, parliamoci chiaro. Non esistono ultrà migliori di altri e si trova feccia in tutte le tifoserie. Il sistema calcio è pieno di falle organizzative ed è gestito da gente che si è dimostrata inetta per risolvere certe situazioni e troppo interessata a conservare la poltrona…