Prima giornata di Serie A e prime polemiche arbitrali, che si profilano purtroppo quelle iniziali di una lunghissima serie, come ogni anno.

Come spesso succede, il pomo della discordia è dato da un regolamento quantomeno rivedibile e dalle interpretazioni arbitrali, che non fanno che esacerbare certi problemi. Se determinate norme arbitrali distruggono di per sé il calcio, le interpretazioni dei direttori di gara esacerbano ulteriormente il tutto.

Non soffermandoci sulla simulazione di Mertens (episodio immediatamente riconoscibile e sul quale c’è totale uniformità di giudizio), parliamo di due altri episodi in Fiorentina-Napoli e di uno in Parma-Juve.

Nel primo episodio, c’è un tocco di mano di Zielinski, assolutamente involontario. A riguardo non c’è uniformità di vedute tra i moviolisti. Un moviolista come Luca Marelli – che, per carità svolge il suo ruolo benissimo – non poteva non affermare che ci fosse il rigore. Per i “talebani del regolamento” per qualsiasi tocco con braccio o mano (se minimamente staccati dal corpo) sono da ravvisare gli estremi per la concessione della massima punizione. Così però si penalizza in maniera folle chi è innocente. Non è possibile tagliarsi il braccio, non vi sono movimenti innaturali.

Discorso simile per il presunto tocco di braccio di Pulgar. Venendo le immagini, il giocatore cileno non ha toccato il pallone con le braccia e qualsiasi commento a riguardo viene stoppato sul nascere. Ma, ammesso e non concesso che il centrocampista della Fiorentina avesse toccato il pallone con le braccia, l’impatto sarebbe stato assolutamente involontario e non c’era alcun movimento innaturale. Il buon senso avrebbe anche in questo caso invitato a lasciar correre.

Non ci soffermiamo neanche sul contatto tra Hysaj e Ribery, senza dubbio sanzionabile, ma avvenuto fuori area. Passiamo quindi a Parma-Juve. Anche in questo caso non possiamo non puntare il dito su un regolamento che ancora una volta penalizza lo spettacolo e il gioco. Secondo la tecnologia Cross Air, che elabora le immagini in 3D, c’era forse una porzione di braccio in offside. Ok, la tecnologia è infallibile a riguardo, ma sulla norma non ci siamo proprio. Anni fa valeva la regola della “luce”, che unita al VAR (il quale dovrebbe proteggere da guardalinee affetti da sbandieramento ossessivo-compulsivo), sarebbe stata una manna dal cielo per lo spettacolo. Ma purtroppo, troppo spesso i cambiamenti peggiorano le cose…