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Il Milan ha raggiunto un consent award con la Uefa dinanzi al Tas. La società rossonera ha accettato quindi l’esclusione dalla prossima Europa League. Importante chiarire che nel comunicato del TAS (si tratta di una ratifica e non di una sentenza) si parla di “Consent Award”, ovvero di accordo.

Cosa veniva contestato al Milan

In questi casi viene esaminato un triennio, nello specifico quello che va al 2015 al 2017. Il Milan ha chiuso l’esercizio 2017-2018 con una perdita netta di 126 milioni, a fronte del rosso dei 53 dell’esercizio 2016/2017. Rosso poi ripianato da Elliott al momento dell’acquisizione, ed è bene ricordarlo.

Il problema è che i bilanci in questione sono in parte di stampo fassoniano, con i 230 milioni di euro impegnati in un’unica sessione di mercato. Considerato il ripianamento effettuato da Elliott, è stato possibile addivenire a un accordo senza procedere a quella che tecnicamente è definibile esclusione dalle coppe. Il regime di FPF rimane comunque e l’UEFA potrà comunque irrogare sanzioni. L’irrogazione di queste sanzioni spetterà alla Camera Giudicante UEFA e le stesse si applicheranno quando il Milan parteciperà nuovamente alle competizioni europee.

L’UEFA aveva richiesto il pareggio di bilancio entro il 2021 (pena l’esclusione di un anno dalle coppe), applicando la trattenuta di 12 milioni dai premi Uefa e la rosa ridotta a 21 giocatori in Europa nelle stagioni 2019/20 e 2020/21. Pertanto, la sanzione irrogata in autunno fu sicuramente lieve per il triennio in esame. Quella sanzione riguardava il triennio ’14-’17, mentre la decisione attuale riguarda il triennio ’15-’18. Si è quindi addivenuti a questo consent award.

Per quanto riguarda la licenza UEFA, il “monitoring period” slitta di anno in anno. Questa licenza va chiesta ogni anno e vengono presi in considerazione, T : T-1: T-2 dove ad esempio T=2018, T-1=2017, T-2=2016. Ogni anno l’UEFA controlla quindi un periodo.

Pur non essendoci delle milestone ufficiali, il Milan dovrà comunque lavorare per gradi in modo da ripianare queste perdite, fermo restando che l’accordo rappresenta una sanatoria delle violazioni passate.

I risvolti sul calciomercato

Il passivo permane, così pure la necessità di raggiungere il pareggio di bilancio. L’accordo sana la posizione per quanto riguarda le violazioni del FPF negli esercizi precedenti, ma non dà piena libertà sul mercato. Come l’Inter, anche il Milan dovrà aumentare i ricavi. Ricavi che da troppo tempo sono fermi al palo. La sanatoria darà sicuramente una boccata d’ossigeno, ma le plusvalenze sono necessarie proprio per rispettare i parametri del FPF e uscirsene bene in ottica “monitoring period”.