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Dopo una lunga querelle con il Torino, pochi giorni fa è stato ufficializzata l’investitura di Petrachi a DS della Roma e immediatamente si è dovuto occupare delle numerose trattative che riguardano i giocatori giallorossi

Per Manolas al Napoli, sembra ormai cosa quasi fatta: 34 mln alla Roma e 2 al giocatore, almeno a livello contabile, i giallorossi prenderanno Diawara dal Napoli per circa 20 mln bonus compresi.
Perché queste cifre? Necessità di bilancio del club capitolino che viste le difficoltà in altre trattative in uscita, dovevano chiudere una cessione che generasse una plusvalenza importante, almeno a livello contabile, non a livello effettivo, ragion per cui Diawara verrà ufficializzato dopo il primo luglio.

Il giocatore è stato scelto da Fonseca, tra una lista di giocatori: Verdi, Rog e Mertens, ma questo non vuol dire che era il nome preferito, ma un calciatore che potrebbe essere utile, rispetto agli altri. Mertens 32enne, non sarebbe stato un’operazione finanziaria conveniente, dato che il giocatore in scadenza nel 2020, sarebbe stato valutato da De Laurentiis come Manolas o quasi.

L’ottima notizia è che il Lione è pronto ad affondare il colpo per N’zonzi, calciatore pagato tanto lo scorso anno e rivelatosi un flop. Il francese è un classe ’88 e sarebbe difficilmente rivendibile, ma l’offerta del Lione potrebbe essere una manna dal cielo.

Per Dzeko all’Inter la Roma la tirerà per le lunghe, visto che i nerazzurri hanno offerto al massimo 10 mln + un giovane della Primavera non gradito (Vergani). I giallorossi continuano a chiedere uno tra Esposito o D’Ambrosio, ma l’Inter non vuole privarsi di nessuno dei due al momento. Nessuna chiusura imminente.

Su El Shaarawy ancora niente di definito: l’accordo tra giocatore e club cinese dello Shanghai Shenhua è cosa fatta, manca ancora quello tra i due club coinvolti. Il calciatore intanto è pronto a volare in Cina e si attende, appunto, l’accordo tra i due club.

Chiuse queste operazioni, da luglio si penserà agli acquisti mirati e a cessioni di esuberi ancora in rosa.

 

Giacomo Cappellin