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La Francia è una fucina immensa di talenti tra gli Under 21 e non solo, come amiamo ricordare nei nostri articoli.

Il dominio parte da lontano. I francesi hanno vinto tre titoli, due mondiali e un Europeo. E prima di questi titoli c’era stato un grosso periodo di crisi. La nazionale fallì la qualificazione ai mondiali del ’70 e del ’74, così pure a quelli del ’90 e del ’94. Negli anni ’70 venne istituito il centro federale Fernand Sastre, che porta ancora questo nome, e ha ora sede a Clairefontaine, dove si è spostato nel 1986. Il centro ha ben 56 ettari e vanta allenatori di primissimo livello. I calciatori che ne escono non acquisiscono solo nozioni tecnico-tattiche, ma migliorano tantissimo le abilità atletiche.

Prima di Clairefontaine il centro era a Vichy. Per l’epoca era un gioiello, ma ancora non c’erano in vigore sistemi all’avanguardia. Clairefontaine era un Vichy 2.0, dove non ci si limitava all’aspetto tecnico-tattico, ma si puntava anche sul lato emotivo e atletico. Ad ogni modo, la prima rivoluzione diede in dono una nazionale fortissima. Quella del 1984 non si limitava a Platini ma annoverava grandissimi talenti come Tigana, Giresse e Lacombe.

Secondo l’Institut Numérique, fino a pochi anni fa oltre il 20% dei calciatori usciti dai Centres de Formation diventava professionista. Oggi quel dato è aumentato fino quasi al 25%. Quelli della Île-de-France sono i principali, ma sono sparsi in tutto il Paese transalpino (Ajaccio, Castelmaurou, Chateauroux, Lievin, Digione, Marsiglia, Ploufragan, Vichy, Reims, Essey-les-Nancy, Saint-Sebastien-sur-Loire e Talence). Nell’ultimo decennio la Francia aveva tracciato la strada per il futuro, con ben 25 milioni circa investiti per ampliare i centri di formazione esistenti.

Ne è conseguito che il numero di talenti usciti è stato immenso. Tra i giovani, oltre a Mbappé, che aspira a diventare a stretto giro il numero uno al mondo, ci sono decine di elementi fortissimi tra gli Under 21.

Questi i principali calciatori che non parteciperanno al torneo continentale: Mbappé, Dembélé, L. Hernández, Ndombélé, Coman, Diallo, Pavard, Diop, Saint-Maximin, Cuisance, Karamoh, Kamara, Diakhaby, Augustin, Maupay, N’Soki, Nkunku, M. López, Koundé, Mukiele, Saliba, Diaby, Blas, Claude-Maurice. Alcuni sono stati esclusi per la troppa competizione, altri sono di livello troppo superiore per giocare nell’under 21, avendo tra l’altro già vinto il mondiale da titolari!

Tra i big parteciperanno invece Konate, Upamecano, Malang Sarr, Tousart, Aouar, Guendouzi e Moussa Dembélé.

Pertanto, la Francia giovanile ricorda un po’ la scelta dei team USA con i principali giocatori dell’NBA che snobbavano la rassegna iridata e quella olimpica. Per carità, qua si tratta di un Europeo, ma l’Europeo under 21 rimane la competizione più importante e seguita a livello giovanile. Vedendo i nomi dei big, la squadra francese rimane comunque competitiva per arrivare in fondo alla competizione.

Nel 1998 il buon Mariolino Corso si espresse tra le colonne di Calcio 2000 affermando che all’Italia ci sarebbero voluti 20 anni per colmare quel gap organizzativo. A livello tecnico lo colmammo pressoché subito, vincendo tra l’altro il mondiale 2006, mentre in termini organizzativi, ahinoi, la distanza è aumentata ed è stato fatto ben poco per migliorare. Tuttavia il nuovo corso targato Mancini sta facendo vedere un’interessante inversione di tendenza, come riportato in altri articoli. E i settori giovanili stanno tornando a sfornare un buon numero di talenti, dopo essere stati “dormienti” per anni.