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Gennaro Gattuso non sarà più il tecnico del Milan. Il tecnico calabrese, ex leggenda rossonera e determinante per i trionfi dello scorso decennio, ha rinunciato ai soldi che gli sarebbero spettati in virtù dei due anni di contratto rimanenti.

La critica rossonera si è divisa sulla valutazione di Gattuso. Il tecnico lascia dopo 68 punti in campionato, la miglior performance dal 2012/2013, che per un punticino non è valsa al Milan l’accesso alla Champions League.

Con Gattuso, secondo Opta Paolo, “il Milan ha ottenuto una media punti di 1,81 a partita in Serie A. Solamente la Juventus con 2,44 e il Napoli con 2,13 hanno fatto meglio nello stesso intervallo di tempo, ovvero dal 27 novembre del 2017”. 

L’avventura di Gattuso è quindi giunta al termine e, come tanti tecnici, ha diviso la critica. Non male il punteggio e la media punti, da rivedere il gioco. Il Milan è stato elogiato molto spesso per l’organizzazione difensiva, organizzazione che però è venuta meno come un castello di carte quando mancavano uno o due elementi importanti, in particolare i mediani o gli esterni che avevano consegne difensive.

Gattuso non ha invece mai convinto per quanto riguarda il gioco offensivo. Ci vengono in mente le parole di Rincon proferite nell’intervallo di Torino-Milan, match terminato con la vittoria degli uomini di Mazzarri: «Ci siamo messi a uomo, non vogliamo farli giocare a centrocampo, dobbiamo stare attenti sull’uno contro uno con Cutrone, ma è la gara che vogliamo fare. Dobbiamo continuare così, aggressivi, essere più lucidi davanti e sfruttare le occasioni».

In match bloccati e con avversari aggressivi, il Milan ha utilizzato due contromisure, ovvero la costruzione dal basso per eludere il pressing, oppure i lanci lungi per scavalcarlo. In entrambi i casi le tattiche hanno funzionato poco. Visto che la squadra non è dotata di tanti ottimi palleggiatori in fase di costruzione difensiva e considerato che Donnarumma deve migliorare con i piedi, sono stati persi molti palloni sanguinosi. I lanci lunghi hanno fruttato dei gol nel momento migliore della stagione, con Piatek che ha pescato il coniglio dal cilindro, ma contro avversari attenti e tonici non hanno dato grandi risultati.

Grinta e compattezza sono stati i cavalli di battaglia di un tecnico che, nel complesso, non va buttato via. Le criticità ci sono e gli aspetti da migliorare sono parecchi, ma Gattuso merita di continuare la sua carriera da allenatore a certi livelli. Magari tornando al Milan più maturo e perfezionato, augurandosi di trovare una squadra sicuramente più competitiva. Una squadra alla quale ha dato tanto e che lascia da gran signore e con grande dignità.