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La Roma ha pareggiato contro il Sassuolo, spegnendo definitivamente le proprie velleità di Champions. Eppure, nonostante un girone di ritorno a ritmi non altissimi, la squadra era arrivata al quarto posto.

La società non ha mai gestito bene le situazioni e la settimana appena trascorsa, culminata con l’addio di De Rossi, non ha fatto certo bene a Ranieri e ai suoi giocatori. Il trattamento pessimo nei confronti di De Rossi non ha lasciato indifferente Ranieri, che si è scagliato contro la proprietà.

Prima di parlare di Pallotta, soffermiamoci sull’ex DS, Monchi.

Monchi è stato per oltre un anno e mezzo il DS della Roma. Lo spagnolo, proveniente dal Siviglia, società alla quale è appena ritornato, con cui ha spesso trionfato in Europa League, era venuto in pompa magna e i tifosi lo avevano accolto benissimo, aspettandosi quel salto di qualità che mancava.

Il primo anno è stato buono a livello di risultati, fermo restando degli errori sul mercato, mentre quanto secondo è stato molto negativo, complice l’uscita dalla Champions League (fermo restando gli errori arbitrali), quella dalla Coppa Italia e le difficoltà per arrivare nelle prime quattro, con la mancata vittoria contro il Sassuolo che ha messo la parola fine ai sogni di gloria.

Nelle sessioni di mercato in cui è stato al timone, Monchi ha investito 265 milioni di euro, considerato il costo finale dei cartellini a riscatto esercitato più bonus. Come riporta il Corriere dello Sport, SchickPastore Karsdorp sono costati complessivamente alla Roma 80-85 milioni di soli cartellini. E poi c’è Nzonzi, erede di Strootman e Nainggolan, nonostante non sia più giovane dei due, che è costato circa 30 milioni di euro, il cui rendimento è stato finora deludente.

Semplicemente Monchi ha floppato. Il confronto con i tifosi dopo il match contro il Porto fu acceso e il “Vi vengo a prendere a uno a uno” suona come una dichiarazione a dir poco infelice e fastidiosa. Il DS spagnolo si è attirato ulteriormente l’ira funesta dei tifosi, ai quali avrebbe dovuto solo chiedere scusa.

L’altro errore è quello di aver confermato Di Francesco gli scorsi mesi per poi contribuire al suo esonero dopo il Porto, ma questo è un discorso trito e ritrito.

Ranieri ha fatto il possibile, considerata la situazione della squadra, consegnatagli in condizioni psicofisiche terribili. Il fondo della stagione fu toccato nella sconfitta per 4-1 in casa contro un Napoli demotivato e al piccolo trotto, che sarebbe più uscito contro l’Arsenal dall’Europa League. 

Ranieri ci ha provato e, al netto di qualche harakiri, ha tenuto in lizza la squadra per il quarto posto, ma sono emerse poi le difficoltà della rosa. 

Nei momenti più duri è mancato poi il supporto della società, con James Pallotta che è mancato nei momenti più importanti. Il presidente americano è stato sempre distante. La situazione De Rossi lo testimonia. Per quanto riguarda lo stadio, Pallotta si è mosso, ma ha fatto troppi proclami, pur sapendo che certe dinamiche erano al di fuori del suo ragionevole controllo.

Adesso la Roma è fuori dalle prime quattro e secondo Ranieri la squadra non lotterà per un posto in Champions il prossimo anno. Ha rimarcato poi il fatto che è stata venduta l’ossatura della squadra. Senza Champions saranno necessarie altre cessioni dolorose. Il tutto quando sarebbe stato fondamentale trovare stabilità. Una stabilità che va costruita nel tempo con il nuovo tecnico. Anche se sarà ridimensionamento, non si potrà prescindere dal provare a dare continuità al progetto, senza smantellare ogni anno.