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Il Chelsea di Sarri ha ottenuto un pareggio preziosissimo che tiene a distanza lo United, e consente un leggero allungo sull’Arsenal e un piccolo avvicinamento al Tottenham.

Pari sostanzialmente giusto, un tempo ciascuno, anche se il Chelsea trova l’1 a 1 in modo un pochino fortunoso, con la clamorosa complicità del Chelsea. Adesso è davvero tutto nelle mani dei Blues: con due vittorie nelle ultime due gare, i Blues sarebbero in Champions aritmeticamente. Per contro, l’Arsenal per poter rientrare DEVE vincere le ultime due, e potrebbe non bastare.

Ma andiamo con ordine e disquisiamo per punti sul match tra United e Chelsea.

1) De Gea ha resuscitato il Chelsea

Vero, nel primo tempo il Chelsea è stato per larghi tratti in balia dello United. Poi, nei minuti finali, della prima frazione di gioco, l’erroraccio del portiere spagnolo sul tiro di Rudiger ha consentito ad Alonso di pareggiare. Nel secondo tempo l’inerzia della partita è cambiata.

Incredibile come De Gea abbia commesso così tanti errori in così poco tempo. Clamorosi quelli contro Barcellona e City, ma quello di ieri è ancora peggiore, visto che il tiro di Rudiger era centrale e da lontano. Scenario inusuale per un portiere che in tanti anni ha salvato lo United ed è stato considerato spesso tra i primi tre al mondo.

2) David Luiz è stato un pilastro

Il brasiliano è un calciatore che ha sempre diviso la critica. In determinate situazioni è un disastro, ma se deve disimpegnarsi come “libero” in un contesto difensivo organizzato e deve impostare, le sue doti vengono esaltate. Lo United ha puntato molto sui cross, ma lui è stato attentissimo e ha concesso praticamente zero. L’organizzazione difensiva di Sarri ha certamente aiutato.

3) Il “diamante di Solskjaer e Lukaku

Solskjaer ha proposto un 4-1-2-1-2, con un centrocampo a diamante e Mata dietro Lukaku e Rashford. Il belga vede rosso quando gioca contro la sua ex squadra e ha lavorato come un matto. Gli è mancato il gol, anche perché si è troppo spesso disimpegnato sulla fascia.

Questo modulo funziona meglio del 3-5-2 o del 4-3-3 (moduli recentemente proposti da Soslkajer), ma servono due centrocampisti di maggiore spessore rispetto a Nemanja Matic e Ander Herrera, così come un terzino destro di livello.

4) Sarri tradito dall’attacco

Il Chelsea non dà alcuna garanzia fuori casa. Prima del match di Old Trafford, i Blues avevano perso 5 partite su 8 in trasferta. L’approccio è stato timoroso e lo United ha segnato molto presto. Come scritto in precedenza, la papera di De Gea ha fatto da spartiacque.

Hazard è stato inconcludente e troppo solista, Higuain ha sbagliato un gol ed è andato ben 5 volte in fuorigioco, Willian si è fatto notare solo per l’infortunio e Pedro non ha inciso. Il secondo tempo del Chelsea è stato tuttavia buono, con il “Sarrismo” che ha girato, ma è mancato il colpo delle punte.

5) Il rush finale

Il Chelsea è quarto in campionato, con un vantaggio esiguo sulle rivali. I Blue sono padroni del proprio destino, ma serviranno almeno 4 punti per farcela. Il Watford arriva dopo un match di Europa League, mentre andare a giocare al King Power Stadium contro il Leicester non sarà una passeggiata. L’Arsenal, per fortuna di Sarri, si è arenato, facendo clamorosi harakiri. L’Arsenal dovrà andare invece a Turf Moor all’ultima e vincere contro gli uomini di Sean Dyche fuori casa non è mai una passeggiata.

In Europa League è difficile prevedere quale squadra sia favorita. La competizione è snervante ed estenuante. La condizione nel momento specifico, la fortuna e i nervi saranno fondamentali. L’Eintracht resta un avversario tosto, che va affrontato al massimo. Sia Arsenal che Chelsea rischiano pertanto di perdere energie per il campionato. Lo United dovrà invece totalizzare sei punti (bottino sulla carta fattibilissimo, visto il calendario), ma al Chelsea basterà vincere una gara per metterselo dietro.

Vincenzo Di Maso