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Allegri: “Sabato abbiamo la possibilità di vincere l’ottavo scudetto consecutivo, abbiamo vinto la Supercoppa e da 5-6 anni siamo nelle prime 8 d’Europa. Valutazione complessiva positiva ricordando da dove è partita la Juve”.

Dichiarazioni che non possono che fare inviperire il tifoso competente, che ieri ha visto la Juve farsi eliminare da una squadra con un fatturato nettamente inferiore ma che ha un’idea di calcio e una mentalità che Allegri non è riuscito a dare in cinque anni.

Gli scudetti sono un must per una società come la Juve che si è mossa troppo meglio delle altre a livello organizzativo. E dire che Allegri ha rischiato di perdere l’ultimo scudetto contro un tecnico come Sarri che, pur avendo una rosa nettamente inferiore, ha espresso un calcio ben diverso. Calcio ancora migliore quello espresso dall’Ajax di Ten Hag, che ha dato ragione a coloro che affermavano che i Lancieri non fanno differenza tra casa e fuori casa. Mentalità europea per gli olandesi, che grazie a un lavoro che parte da lontano (leggete i nostri articoli sul settore giovanile dei Lancieri, “il futuro”) sono arrivati tra le magnifiche quattro in Europa.

Ieri il gioco e la mentalità offensiva hanno avuto la meglio sull’atteggiamento conservatore e calcolatore. Le scelte di Allegri sono andate bene quando la squadra era al top, ma quando manca qualche tassello importante ne risente in maniera evidentissima. Con questo sarebbe sbagliato negare i meriti delle due finali raggiunte, rispettivamente nel 2015 e nel 2017, ma vista la rosa a disposizione si doveva fare di più. I campionati li avrebbero vinti quasi tutti i tecnici in circolazione, in Champions i bianconeri hanno registrato enormi miglioramenti, ma quell’atteggiamento propositivo non si è mai visto.

Proprio per questi motivi, le parole di Adani sono più che azzeccate, ovvero che in Champions quasi sempre avanza chi propone mentre chi specula torna a casa. Ad esempio, al ritorno all’Allianz Stadium l’Atletico ha speculato ed è uscito. Quando i campioni non giocano al calcio ed incontrano ottimo giocatori che giocano al calcio, c’è sempre il forte rischio che a soccombere siano i campioni. E così è stato ieri. Cristiano Ronaldo è tra i migliori giocatori di sempre, ha messo il timbro su entrambe le partite, ma a calcio si gioca in 11 e contano collettivo e decisioni. In questo l’Ajax è stato superiore e Ten Hag ha avuto la meglio su Allegri. Ribadiamo che i fatti dicono che Allegri ha conquistato due finali, ma in questi cinque anni alla Juve non ha mai espresso un gioco sufficientemente sincronico, armonioso e ficcante da poter vincere l’agognata Champions League.