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Gattuso: “Squadra da battaglia, in campo c’era tanta tensione”.

Queste parole del tecnico rossonero spiegano lo spirito visto ieri a San Siro contro una Lazio che è una delle dirette rivali per la lotta Champions. Una rivale battuta non superandola a livello di gioco, bensì di nervi.

Il Milan ha sofferto, ha subito occasioni e la manovra, come al solito, non è stata molto fluida. Ma intanto ha vinto. E la tensione di cui parla Gattuso si è rivelata fondamentale. Il Milan aveva infatti gli occhi di tigre e la squadra era concentrata e determinata dopo gli ultimi punti persi in campionato. Gattuso ha indubbiamente trasmesso il suo spirito ai propri calciatori, i quali non si sono certo risparmiati in campo, reggendo l’urto e poi trovando il gol.

Certamente la buona stella ha aiutato, materializzatasi in un modesto terzino danese di origini macedoni, ma questo Milan ci ha creduto e non si è mai scomposto.

Solo una volta è successo che una squadra con 55 punti in 32 partite non sia arrivata poi nelle prime quattro. La quota si preannuncia bassa, sotto i 70 punti, ragion per cui al Milan potrebbe bastare vincere 4 partite, ovvero quelle sulla carta più semplici. I rossoneri hanno gli sconti diretti a favore contro Atalanta, Roma e Lazio, ragion per cui dopo la vittoria di ieri sono in una posizione di forza. Non dimentichiamo inoltre che l’Atalanta dovrà affrontare Napoli e Juventus, mentre la Roma ha l’Inter e i bianconeri.

Gattuso dovrà comunque crescere a livello tattico se vorrà tenersi il Milan anche l’anno prossimo. Non è stato deciso un bel nulla e una qualificazione in Champions potrebbe cambiare molte cose. Adesso si è conquistato questa posizione di forza, almeno rispetto alle altre, che dovrà mantenere con la sua consueta grinta e provando a migliorare la manovra, cosa assolutamente nelle corde di un tecnico di soli 41 anni. Non ha la fluidità di gioco dei migliori, ma intanto Gattuso ha tanta “cazzimma”, che ieri ha trasmesso ai suoi. “Complimenti ai ragazzi, adesso dobbiamo ritrovare continuità. Ai miei chiedo di lottare per la maglia, non per me, quella che rimarrà sarà la storia del club. E poi oggi avevamo il dovere davanti a tutta questa gente di fare una prestazione gagliarda”.

Chiosa con la reazione sulla rissa finale e sull’episodio tra Bakayoko-Kessie e Acerbi. Reazione sacrosanta quella di Gattuso, che ha condannato immediatamente l’atteggiamento dei due centrocampisti, facendo capire che quanto successo non rispecchia quello che incarna un club come il Milan.