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Ai tempi dell’insediamento come nuovo presidente del Milan Silvio Berlusconi ebbe da dire sulle scelte di Liedholm. Dopo un match del trofeo Gamper perso 3-1 contro il Barcellona, Berlusconi esordì in pompa magna: «Questo è un Milan con un gioco non funzionale al gol. Vinceremo poco». Liedholm gli rispose: «Sì, lui molto bravo, capisce di calcio: è stato allenatore dell’Edilnord».

Proprio all’Edilnord, Berlusconi aveva avuto divergenze tattiche con l’allora allenatore Marcello Dell’Utri e con Vittorio Zucconi. Quest’ultimo ricorda: «A Berlusconi non piaceva il gioco difensivista della squadra». Silvio Berlusconi ha poi messo il becco nelle scelte di formazione di tecnici come Sacchi, Capello o Ancelotti. per intenderci, tre allenatori che hanno vinto delle Coppe Campioni con il Milan…

Berlusconi ha avuto la fissa delle due punte. A quanto pare, Gattuso sta ricevendo le stesse ingerenze. E la dirigenza attuale predica anch’essa un modulo a due punte, con Cutrone e Piatek a formare la coppia d’attacco. Leonardo avrebbe consigliato caldamente l’utilizzo del 4-3-1-2 in luogo del 4-3-3, vista la condizione attuale di alcuni calciatori e la volontà di non togliere spazio al prodotto di casa Patrick Cutrone.

L’infortunio di Paquetà e le noie muscolari di Kessié fanno sorgere comunque punti interrogativi. Il 4-3-3 prevederebbe l’utilizzo di Suso e Calhanoglu come esterni, mentre il 4-3-1-2 comporterebbe l’utilizzo di solo un trequartista, proprio perché il centrocampo sarebbe composto da calciatori più difensivi. Tutto questo fermo restando che, volendo, il turco potrebbe giocare più indietro.

La differenza sostanziale con le ingerenze berlusconiane è che il Milan di Berlusconi era zeppo di campioni. Ovunque cascavi, albero di Natale o due punte, cascavi sempre bene. Adesso c’è da fare fronte a una condizione fisica non ottimale, a calciatori importanti fuori (in primi Paquetà) e a un centrocampo che rischia di perdere qualità.

Ad ogni modo, il motivo di questo calo non è la formazione, ma è mentale. È dato dalla mancanza di consapevolezza dei proprio mezzi di calciatori che hanno un età media molto bassa. Per superare questo step c’è bisogno di tempo.

Ad ogni modo, vista l’assenza del brasiliano per varie settimane, le ingerenze passano in secondo piano. Il modulo e le scelte tattiche saranno decisi in base alla condizione fisica, al turnover e alla tipologia di avversari.