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La Lazio aveva chiuso il girone di andata al quarto posto, quindi in zona Champions, con 34 punti. Quota sensibilmente inferiore a quella della scorsa stagione, ma comunque in piena lotta Champions. Il punto è che la Roma aveva underperformato, mentre il Milan non solo era stato falcidiato dagli infortuni ma non aveva ancora a dispozione Piatek e Paquetá.

Anche quest’anno il problema sta a monte. Non è stata messa in atto una vera strategia di trading, nel senso che Lotito ha resistito alle offerte per Milinkovic-Savic, senza però potergli costruire attorno una squadra di livello.

Negli anni precedenti la società ha tirato troppo la corda per i rinnovi di Keita e De Vrij. I due calciatori non sono stati corretti, ma la Lazio non si è premunita. De Vrij sarebbe potuto andare via prima per una cifra importante, così come Keita. I circa 30 milioni ottenuti per il senegalese sono chiaramente “drogati” dall’inserimento dei due giovani portoghesi Jordão e Neto, ipervalutati da Jorge Mendes.

Lotito ha chiesto la luna per Milinkovic-Savic, ragion per cui nessuno lo ha acquistato. Le sue prestazioni in stagione sono state altalenanti e spesso deludenti. In estate sarà pertanto difficile ottenere certe cifre. Il servo è l’ombra del centrocampista dominante ammirato la scorsa stagione.

Vendendo Milinkovic-Savic, accontentandosi delle offerte pervenute, Lotito avrebbe potuto utilizzare il ricavato per aumentare il monte ingaggi, alzando quindi i target, coprendo poi le falle. È ovviamente meglio avere una squadra con meno falle possibili piuttosto che avere qualche campione e ruoli scoperti, tra campo e panchina.  Ritrovarsi a giocare con Cataldi, Wallace, Caicedo o Patric diventa un problema, soprattutto se le rivali poi si rinforzano.

Cedendo anche Felipe Anderson, la Lazio avrebbe potuto avere oltre 100 milioni da investire sul mercato. Non si tratta di ridimensionare, ma puntare a migliorare grazie al trading. Mettere in cassa certe cifre dalle cessioni ti consente, appunto, anche di aumentare il monte ingaggi, puntando a target che prima non erano pensabili.

I punti dal quarto posto sono potenziali quattro, ma alla prossima c’è il derby mentre il Milan ospiterà il Sassuolo.

La Coppa Italia è un obiettivo, ma chiunque la baratterebbe volentieri con un posto in Champions e una potenziale crescita della squadra. E pensare che tutto questo sarebbe stato possibile se la società non fosse stata così cocciuta e inflessibile.