• Tempo di lettura:2Minuti

Ricordate Bruno Fernandes? Il ragazzo portoghese giunse in Italia nel 2012 quando aveva appena 18 anni. Percorso non molto distante da quello di Mario Rui, visto che ad aggiudicarselo fu una piccola squadra, il Novara. I piemontesi gli fecero disputare una prima parte di stagione nel settore giovanile e poi decisero di promuoverlo in prima squadra. In estate fu acquistato dall’Udinese, sempre attenta sui giovani talenti stranieri, con cui giocò quasi sempre da titolare fino al 2016.

In Italia si mise subito in mostra per le abilità tecniche e per la pericolosità nei tiri da fuori, segnando 15 gol in 4 stagioni nel massimo campionato. Eppure Bruno Fernandes non è mai esploso, nel senso che in Italia non è stato un calciatore continuo a tal punto da guadagnarsi l’interesse di una big nostrana. Non è fisicamente debole, ma non faceva sentire il suo peso a centrocampo né dava fluidità alla manovra. Il Bruno Fernandes “italiano” era un centrocampista dotato di tiro e tecnica, ma era come se fosse né carne né pesce. Dopo l’annata alla Sampdoria è tornato in patria, accettando l’offerta dello Sporting, non esattamente una squadra che potesse puntare a giocarsi il campionato. Dopo Benfica e Porto vengono Braga e, appunto, Sporting de Portugal, ma il solco con le prime due è evidente.

In questi due anni Bruno Fernandes ha comunque mostrato un evidente upgrade, migliorando nell’interpretazione del ruolo di trequartista. Niente più ruolo ibrido, ma vero trequartista con capacità di servire i compagni e ulteriore miglioramento in zona gol. Basti pensare che in questa stagione Bruno Fernandes ha già messo a segno 22 reti e servito 11 assist, una media simile a quella dell’altro centrocampista goleador europeo, quel Pablo Sarabia del Siviglia di cui abbiamo parlato.

Il Manchester United lo ha inserito nella lista dei possibili acquisiti. Lo Sporting chiede i 100 milioni della clausola di rescissione, ma è consapevole di non poterli pretendere, viste anche le difficoltà economiche. Ricordiamo che lo scorso maggio i calciatori furono aggrediti presso il centro di allenamento di Alcochete e l’episodio diede vita a una battaglia legale, con tanto di rescissioni e accordi di cessioni a prezzi svantaggiosi per il venditore.

Vincenzo Di Maso