• Tempo di lettura:3Minuti

Il nome di Pep Guardiola rimarrà indissolubilmente legato al Barcellona del tiki-taka. I Blaugrana, grazie al gioco del tecnico “autoctono” e all’immensa classe di Messi, Xavi e Iniesta (tra gli altri) fece incetta di trofei. Quel Barcellona ha entusiasmato tutti, al punto tale da essere annoverato tra le più grandi squadre di tutti i tempi.

Il buon Pep vinse due Champions, una caratterizzata da un gioco spaziale e meritatissima, l’altra macchiata dal vergognoso arbitraggio alla Byron Moreno del norvegese Ovrebo nella semifinale contro il Chelsea. In altre edizioni dell’UCL, il suo Barcellona fu invece sfortunato, prendendo avversarie che riuscirono a resistere all’assedio. Fatto sta che nel 2012, Pep Guardiola ha lasciato i Blaugrana.

Dopo il periodo al Bayern, dove ha vinto sempre il titolo nazionale ma non è mai andato oltre le semifinali di Champions, l’allenatore catalano ha deciso di accettare la sfida della Premier, sottoscrivendo un ricchissimo contratto con il Manchester City. Il contratto fu sottoscritto esattamente tre anni fa, il 3 gennaio 2016.

La squadra gli fu immediatamente rinforzata sul mercato estivo, con ben 171 milioni di sterline spesi. Stones, Gabriel Jesus, Gundogan e Sané furono solo alcuni di colpi. I Citizens arrivarono terzi in campionato, uscendo agli ottavi di Champions. Prima stagione non esaltante al primo anno, nonostante i tanti acquisti. Il gioco era ancora in divenire, ma Guardiola ebbe il merito di iniziare a impostare la squadra a sua immagine. De Bruyne e Silva agivano da interni di centrocampo, mentre Sané scalava mano mano le gerarchie.

Il mercato 2017/2018, con 264 milioni totali spesi, gli ha dato giocatori come Bernardo Silva, Ederson, i tre terzini Walker, Danilo e Mendy, oltre al centrale Laporte. Con circa 500 milioni di euro spesi in tre anni, Guardiola ha finalmente avuto la squadra adatta al suo gioco. Tanto possesso palla, ma niente più tiki-taka (Messi, Xavi e Iniesta dei tempi d’oro non li dà neanche un mercato di un miliardo) ma un mix tra gioco ragionato e intensità. La Premier è stata dominata e Pep ha raggiunto quota 100 punti. In Champions è arrivata l’eliminazione contro un Liverpool lontanissimo in campionato. Un 3-0 che non ha ammesso repliche ad Anfield gli è stato fatale. Difficile costruire una mentalità vincente in Europa, soprattutto se non hai gente che ha già vinto il trofeo né il blasone come squadra.

La sua terza stagione è iniziata con la vittoria in Supercoppa. Visti i tanti acquisti nei due mercati precedenti e considerato che la squadra era finalmente ad immagine e somiglianza di Pep, non sono arrivati titolari. Guardiola ha comunque chiesto e ottenuto Mahrez, arrivato per la modica cifra di 60 milioni di sterline. Il campionato è stato finora buono, ma non come quello precedente e il Liverpool mantiene un vantaggio di 5 punti, nonostante il City abbia vinto lo scontro diretto in casa per 2-1, Adesso la sfida sarà fare meglio in Champions. Nella competizione europea regina capiremo a che punto sta il lavoro di Guardiola e se i Citizens hanno acquisito maggiore mentalità.

I meriti di Guardiola sono indubbi nell’aver fatto migliorare parecchi giocatori (gli esterni Sterling e Sané su tutti), ma per i soldi spesi i tifosi si aspettano una squadra in grado di vincere la Champions. Le premesse sembrano non esserci, almeno per questa stagione, ma il campo sarà giudice supremo.

 

Vincenzo Di Maso