• Tempo di lettura:3Minuti

La sconfitta di ieri contro il Bournemouth è stata quella con maggior scarto subita dal Chelsea nella sua storia in Premier League, assieme al 5-1 patito contro il Liverpool nel 1996.

Neanche il tempo di gioire per le qualificazioni nelle coppe ed ecco la batosta contro i Cherries. Il Bournemouth di Andrew Howe, colui che si era recato personalmente a Castelvolturno per studiare i segreti del Napoli di Sarri. Un gioco, quello del suo Napoli, che Sarri non riuscito a fare esprimere ai propri calciatori al Chelsea. I match vinti in campionato e coppa sono giunti grazie a performance tutta grinta e intensità e alle giocate dei solisti, non grazie agli schemi che Sarri ha fatto vedere al Napoli.

E quando la condizione fisica non è delle migliori poi emergono i limiti. In conferenza il tecnico italiano ha affermato che il suo Chelsea attacca senza alcun gioco, con tutti solisti che pensano alla giocata. E quando hai contro un avversario più riposato, che arriva prima sul pallone, il danno è fatto.

Le coppe hanno portato a un grande dispendio di energie. La EFL Cup, affrontata con tutti i titolari, e la FA Cup (affrontata forse con troppi titolari), hanno pesato inevitabilmente sulla brillantezza. Per quanto riguarda la turnazione, c’è il problema che alcune riserve non sono affidabili per giocare match cruciali, ma in FA Cup contro lo Sheffield è stata risparmiata solo la spina dorsale della squadra.

E poi c’è un grosso problema chiamato David Luiz. Il brasiliano segue Sarri ed è la sua interfaccia in campo, è un leader ed è dotato di piedi d’oro. Gli manca però un aspetto fondamentale per un difensore, ovvero il saper marcare… Sarri lavora molto sulla difesa, ma far migliorare un classe ’87 che ha certi difetti insiti è impresa improba. A centrocampo sarebbe servito un altro elemento nel terzetto, ma non è arrivato.

E torniamo poi al discorso di prima. La fase offensiva sarriana al Napoli è un lontano ricordo. La qualità degli interpreti è sulla carta superiore, ma in pochi si sono messi al servizio della causa. A centrocampo si porta troppo palla, così come fanno gli esterni. Il tecnico ha affermato di non essere riuscito a trovare la quadratura del cerchio. Si parla di spogliatoio difficile, ma il grandissimo allenatore si vede anche in queste situazioni, ovvero quando è chiamato a risolvere questi problemi organizzativi.

Vedremo come proseguirà la stagione. Intanto, viste le quattro competizioni, Sarri dovrà gioco forza turnare di più. E moltissimo dipenderà dalla vena di Gonzalo Higuain, il quale non è apparso per nulla rigenerato in questi primi due match con la maglia del Chelsea.

 

Vincenzo Di Maso