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La situazione economica del Milan è oggetto di tante discussioni. Sui social si scatenano diverse correnti di pensiero, tra iperottimisti e catastrofisti. Il punto è che basta un’analisi logica e lucida per analizzare serenamente la situazione. Una situazione che vedrà i rossoneri bloccati nel breve periodo, ma se il Milan farà i compiti a casa i paletti saranno allentati.

Le parole di Leonardo sono state chiarissime e il dirigente brasiliano non ha bluffato. Il Milan deve rispettare i vincoli del Fair Play Finanziario. I rossoneri dovranno autofinanziarsi, fare trading, aumentare il fatturato e ripianare il passivo. Nessun dramma, assolutamente, anche perché se la proprietà agirà con competenza e senno, sarà facile ottemperare ai dettami.

Cosa prevede il ricorso al TAS? Il TAS ha il potere di mettere l’Uefa in condizione di riformulare le proprie condizioni/multe/provvedimenti nei confronti dei club. Il Milan parte “favorito” dall’esito del primo ricorso sporto dinanzi al TAS. L’Uefa ha ovviamente interesse nel non creare attriti con i propri top club. Ma come potranno essere riviste le sanzioni? Il margine di manovra interessa la sanzione pecuniaria e gli anni per rientrare dal disavanzo. Il TAS potrebbe far passare da 3 a 4 gli anni necessari al Milan per mettersi in regola. Chiaramente è utopistico pensare che tutto ad un tratto vengano tolti i paletti. Ad ogni modo, è più probabile che l’UEFA venga incontro.

Il punto è che il Fair Play Finanziario è un regime molto stringente e le società devono ottemperarlo. Ad esempio il Milan dovrà comunque fare trading prima di acquistare. E come potrà essere aumentato il fatturato? Ovviamente con la partecipazione alla Champions e alla stipulazione di accordi commerciali. Leonardo ha affermato di non avere grosse aspettative dall’incontro con l’UEFA. Certamente il TAS non consentirà ai rossoneri libertà di spesa, ma i paletti potrebbero essere allentati. Magari in questo mercato e nel prossimo il margine di manovra sarà basso, ma ad ampio respiro le cose potrebbero cambiare.

Ma allora Milinkovic-Savic è impossibile? Sì, il serbo a gennaio non si muove dalla Lazio. A giugno il discorso cambia, ma anche nel mercato invernale il Milan e l’Inter potranno proporre pagamenti dilazionati e con prestito oneroso. I nerazzurri usciranno dal settlement agreement, ma ci sono riscatti da effettuare e un colpo da 80-100 milioni senza prestito e dilazione non sarebbe fattibile. Il Milan potrà invece avere maggior margine di manovra solo con la Champions e una aumento del fatturato, magari a giugno 2020.

In sintesi, la UEFA ha richiesto il pareggio di bilancio entro il 2021 (pena l’esclusione di un anno dalle coppe), applicando la trattenuta di 12 milioni dai premi Uefa e la rosa ridotta a 21 giocatori in Europa nelle stagioni 2019/20 e 2020/21. Pertanto, la sanzione è sicuramente lieve per il triennio in esame, ma in primavera, in sede di settlement agreement, verrà preso in esame il triennio 16-18. A quel punto sarà considerato anche il mercato 2017 con i 230 milioni impegnati.

Per quanto riguarda la licenza UEFA, il “monitoring period” slitta di anno in anno. Questa licenza va chiesta ogni anno e vengono presi in considerazione, T : T-1: T-2 dove ad esempio T=2018, T-1=2017, T-2=2016. Ogni anno l’UEFA controlla quindi un periodo.

In soldoni, il Milan dovrà inevitabilmente rientrare e ripianare il passivo superiore ai 100 milioni, ma potrà farlo in maniera autonoma e senza paletti. In teoria i rossoneri potrebbero spendere sul mercato a gennaio e giugno liberamente, ma poi entro il 2021 dovranno mettere i conti a posto. Le cessioni dei migliori saranno evitabili a patto che il fatturato aumenterà e verranno fatte plusvalenze. Servirà una gestione virtuosa e proprio per questo la società ha puntato su Gazidis.

Torniamo al punto di prima. Il 2017-2018 sarà l’annata che porterà a una nuova sanzione? Verrà applicata un’ulteriore multa? Verranno posti nuovi paletti? In base al discorso del triennio il Milan dovrà sottostare a paletti fino al 2022 e non solo fino al 2021? Queste sono semplici ipotesi e non possiamo avere alcuna risposta allo stato attuale. In primavera si giocherà una nuova partita. Pur non essendoci delle milestone ufficiali, il Milan dovrà comunque lavorare per gradi in modo da ripianare queste perdite entro, appunto, il 2021, fermo restando che la UEFA potrebbe estendere il periodo di osservazione fino al 2022.

A febbraio ci sarà anche il colloquio con la Camera Investigativa per il Settlement Agreement e le violazioni del triennio 2016-2018. Due discorsi distinti, ma comunque interconnessi. Ci saranno limitazioni anche in termini di monte ingaggi, ma il cambio di proprietà e un piano di ricavi attuato dal nuovo AD Gazidis renderanno le sanzioni più morbide. Se i rossoneri faranno i compiti a casa potranno uscire poi presto dal settlement agreement. Servirà ad ogni modo dare una sforbiciata al monte ingaggi, elemento che sarà una condicio sine qua non posta dalla UEFA.

E se il pareggio di bilancio andrà raggiunto nel 2021 o 2022 il Milan potrà spendere ora e poi cedere? Solo in linea molto teorica, perché non aumenti il fatturato dall’oggi al domani raddoppiandolo. La gestione virtuosa e un lavoro intelligente e arguto in termini di marketing potranno alzare il livello della rosa. Leonardo e i vertici Elliott sono consapevoli che il Milan dovrà andare per gradi. Facendo bene i compiti a casa, sia in campo che fuori dal campo, alla fine dell’orizzonte temporale delle limitazioni imposte dall’UEFA, il Milan avrà probabilmente la capacità di poter effettuare colpi importanti senza necessità di cedere. Allo stato attuale è utopia.

Per concludere, è vergognoso prendere in giro i tifosi affermando che il TAS stravolgerà tutto e che Elliott farà la voce grossa con l’UEFA, potendo poi spendere e spandere. Per contro, è altrettanto stucchevole affermare che il Milan sarà soggetto alla scure del FPF e sarà condannato all’austerity per i prossimi anni. Le future possibilità di spesa, lo ripetiamo, dipenderanno in toto, dalle capacità del Milan in campo e fuori dal campo di ottenere gli obiettivi prefissati.