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È stato un 2018 tra alti e bassi per i biancocelesti. Dopo una brusca flessione a febbraio e, in particolare a maggio, gli uomini di Inzaghi hanno visto sfumare l’obiettivo Champions all’ultima giornata in una partita, quella con l’Inter, che poteva essere giocata con grande serenità vincendo la settimana prima con il Crotone.

In generale, la Lazio nella scorsa stagione ha stupito esibendo un gioco bello e vivace grazie alla qualità di Luis Alberto, al dominante Milinkovic-Savic e ai gol di Immobile.
Dopo la cocente delusione dell’ultima giornata è arrivata un’estate abbastanza turbolenta con gli addii di De Vrij e Felipe Anderson e i vari rumors su Milinkovic, che alla fine è rimasto; sono arrivati invece a Formello Acerbi e Correa come acquisti più importanti.

In questi primi mesi stagionali la Lazio ha continuato il suo rendimento altalenante con un gioco certamente meno spettacolare, complici il rendimento nettamente più basso di Luis Alberto e con Milinkovic, che si sta riprendendo dopo l’inizio da incubo.

Inzaghi ha provato a fare di necessità virtù facendo intravedere una squadra un po’ più concreta.
I biancocelesti tuttavia si trovano al quarto posto e,complici i problemi delle concorrenti (Roma e Milan su tutte) può concretamente lottare anche quest’anno per un posto in Champions.

Il proposito per il 2019 deve quindi essere quello di ritrovare innanzitutto al top gli uomini più importanti e di completare il percorso di maturità che può permettere di affrontare con lucidità le fasi importanti del campionato.
Sarà fondamentale arrivare in forma alla fase finale e non allo stremo come l’anno scorso.
Ecco quindi che diventano importanti i vari Caicedo, Caceres, Badelj e tanti altri che Inzaghi dovrà valorizzare e che devono dare una mano in particolare quando i titolarissimi dovranno tirare il fiato.

L’obiettivo non può dunque non essere quello di tornare in Champions, senza tralasciare l’Europa League dove la Lazio può dire la sua e arrivare fino in fondo: deve solo crederci.

Alessio Maria Giannitti