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La Roma ha già investito 265 milioni da quando il DS spagnolo Monchi si è insediato. Il suo arrivo era stato accolto con grande entusiasmo, visti i suoi trascorsi al Siviglia con tanti successi. Nelle sessioni di mercato alla Roma Monchi ha scelto di puntare su un mix di calciatori giovani ed esperti, con i noti problemi in termini di risultati soprattutto quest’anno.

Monchi è stato designato da Pallotta proprio per le sue capacità di trading. Al Siviglia i risultati sono arrivati, mentre in giallorosso il mercato non ha sortito finora gli effetti sperati, fermo restando tuttavia che la squadra ha raggiunto la semifinale di Champions. Oggi il Corriere dello Sport ha riportato che la società ha appunto impegnato 265 milioni sul mercato, cifra ingente, ma cedendo in ogni sessione più di un calciatore chiave. Il trading non sempre è fruttuoso, soprattutto quando vengono ceduti calciatori così importanti. Va dato tuttavia atto a Monchi di aver puntato su alcuni giovani di primo piano, come Kluivert, Under e Zaniolo, tra gli altri. A questi ottimi acquisti non sono seguiti acquisti azzeccati per quanto riguarda gli elementi più esperti.

Alcuni problemi sono stati dati da acquisti che finora non hanno reso come sperato, pensando ad esempio a Schick, Pastore o Nzonzi, giusto per fare qualche nomo.

Una cosa va tuttavia chiarita: Monchi non ha spolpato né smidollato la squadra, la quale, oltre ai giovani, annovera ancora elementi importanti, tra cui Manolas, uno dei migliori centrali del campionato. Manolas, Under, Kluivert e Florenzi, tra gli altri, sono i calciatori che faranno sicuramente gola a club ricchi. La Roma deve necessariamente invertire questa tendenza, puntando a cedere elementi in avanti con gli anni oppure calciatori non di primissimo piano ma anche hanno mercato. Una strategia tipo quella di De Laurentiis sarebbe da seguire, con il patron partenopeo che finora ha operato quattro cessioni pesanti negli undici anni in serie A e da quelle ha costruito la squadra.

La Roma ha un buono zoccolo duro da cui ripartire, considerando Florenzi, i due Pellegrini, Manolas, Zaniolo, Cristante, Kluivert, Under e Dzeko, tra gli altri. I giovani hanno un potenziale enorme e vanno tenuti, mentre vanno ceduti elementi i cui margini di miglioramento non sono così elevati così pure calciatori non giovanissimi. Il problema sorge quando hai in squadra un Pastore o un Nzonzi, per i quali sono stati investiti oltre 50 milioni in due, che a giugno avranno superato entrambi i 30 (il francese li ha appena compiuti). A quel punto sei costretto a puntarci, fatto salvo il caso in cui non trovi un ricco acquirente da campionati più esotici ma disposti a pagare per il “nome”.

A questa squadra, conservando i migliori da cui ripartire vanno aggiunti un centrale difensivo, un centrocampista e un’altra punta, considerando solo le basi. Sul portiere la situazione è borderline. Prima di commettere quei due errori grossolani contro il Genoa, pur non essendo Alisson, lo svedese Olsen aveva ben figurato.