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Vincenzo Montella non è stato tenero con il Milan in generale nella sua intervista alla Gazzetta dello Sport. Se le critiche alla vecchia dirigenza ci possono stare, le risposte a Gattuso erano assolutamente evitabili.

Partiamo dal primo discorso: «Resto legato al Milan: sono grato a Galliani che mi ha dato fiducia e a Fassone che all’inizio della seconda stagione mi ha confermato. Ho rischiato valorizzando giocatori come Suso e Cutrone e comunque nel mio primo anno la squadra aveva una sua identità. A un certo punto eravamo anche terzi».

Più che valorizzare, Montella ha dato spazio e fiducia a Suso e Cutrone. Lo spagnolo è stato croce e delizia con il tecnico di Pomigliano d’Arco. Abbiamo già parlato dei difetti dello spagnolo e del grande upgrade di quest’anno, per il quale sono indubbi i meriti di Gattuso, che lo ha davvero valorizzato e responsabilizzato nel migliore dei modi.

Fuori luogo le dichiarazioni sul terzo posto momentaneo. Ricordiamo che ad esempio anche Stramaccioni con l’Inter era ai primissimi posti, poi sappiamo bene come è finita. La squadra aveva un’identità in termini di gioco, ma in verità con Montella alla guida le è sempre mancato il carattere. Carattere che oggi non manca certo e lo ha infuso in buona parte il tecnico.

Montella ha poi ridato luce a vecchi rancori, come quello con Abbiati: «Considerando la sua intervista forse facevo bene [a riporre poca fiducia nei suoi confronti]. La verità è che invitavo tutti i membri dello staff alle riunioni tecniche ma lui non si è mai presentato». Non è questione di lavare i panni sporchi in famiglia, ma perché non chiarire con i diretti interessati? Perché non parlare con Abbiati a suo tempo per cercare di rimediare?

Altra dichiarazione poco felice quella su Gattuso: «Ho solo voluto dirgli che stava sbagliando a insistere sulla preparazione atletica nelle sue interviste, si stava esagerando su un aspetto che mi tocca profondamente. Lui sta facendo bene ma non è giusto toccare le mie competenze. Ho cinque-sei anni di esperienza in più di Serie A, penso di avere conoscenze maggiori di chi dice certe cose: dati alla mano sfido chiunque in un confronto pubblico sul tema. Un conto è quanto corri, un altro l’ intensità che ci metti». Se da un lato Montella ha diritto a provare fastidio se viene messa in questione pubblicamente una sua scelta, quella della preparazione atletica, dall’altro lato dovrebbe interrogarsi sulla veridicità o meno di certe affermazioni. Ed è un dato di fatto che il Milan fisicamente stava spesso a pezzi. Il discorso degli anni di esperienza in più è poi a dir poco patetico. Zidane ha vinto tre Champions partendo da un’esperienza nulla. L’esperienza conta relativamente. Conta quello che si trasmette alla squadra e le competenze tecnico-tattiche possono essere acquisite anche con la Primavera o in serie minori. Gattuso poi ha dato coesione al gruppo e la preparazione atletica sta funzionando.

Gattuso concede i giorni di riposo ai calciatori? Loro si presentano lo stesso al campo. Segno che ha trasmesso il suo carattere. Con Montella non succedeva.

In conclusione, una parte delle dichiarazioni è fuori luogo e Montella sta ancora covando rancori. Ci sono modi e modi per esprimersi e, dal punto di vista della comunicazione, l’ex tecnico rossonero non ci ha fatto una bella figura.