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Per gli appassionati di calcio a cavallo del nuovo millennio è impossibile dimenticare Silvio Baldini. Parliamo dell’artefice del miracolo Empoli, un allenatore ruspante, verace e dal carattere a dir poco fumantino. Dopo alcune avventure con più luci che ombre, Baldini è caduto nel dimenticatoio, pagando con ogni probabilità l’episodio del calcio a Di Carlo, ipocritamente stigmatizzato oltremisura dalla stampa finta perbenista.

Il tecnico della Carrarese ha parlato quest’oggi con tono polemico in un’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport”.

Sul ritorno praticamente a casa: «Non conoscevo la categoria e nemmeno i giocatori. Gli dissi: mi documento, se volete chiamatemi a giugno e io vi do una mano gratis».

«Il 90% dei dirigenti, soprattutto nel calcio di alto livello, sono persone che stanno lì per rubare i soldi. E oltre a fare i propri interessi, spesso sono pure incompetenti. E siccome io non sopporto di dovermi confrontare con un ladro, sono arrivato a declinare diverse offerte: sapevo che non mi sarei trovato bene. Ho raccolto quello che ho seminato. Io faccio tutto con passione e amore quindi non posso avere rimpianti. E poi ho il privilegio di lavorare a due passi da casa. Pensi che emozione vedere sugli spalti dello stadio le persone che incontri per strada, al bar o al ristorante. No, nessun rimpianto».

La sua Carrarese punta a salire in Serie B, forte delle performance di Ciccio Tavano, 39 anni, l’attaccante casertano lanciato proprio da Baldini a Empoli e passato poi a Roma e Valencia. E non dimentichiamo che nella Carrarese di Baldini gioca un altro suo ex giocatore, “Big Mac” Massimo Maccarone.