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Come noto, il Milan è stato convocato dalla Uefa per il prossimo 20 novembre, data fissata per la discussione delle violazioni al FPF operate negli esercizi precedenti. Dopo l’insediamento di Elliott, il TAS aveva ribaltato la sentenza UEFA, che aveva estromesso i rossoneri dalle competizioni eutopee per una stagione.

Dopo la riunione con i vertici UEFA, dovranno passare alcune settimane prima della decisione relativa alle sanzioni da applicare. Il Milan proverà a chiedere il voluntary agreement, eventualità comunque non semplice. La società ci proverà visto e considerato il cambio di proprietà avvenuto in estate.

Sono tuttavia probabili sanzioni e vincoli sul mercato. Il Milan ha l’accordo con il San Paolo per Paquetá, Il quale arriverà comunque, ma che potrebbe non essere iscritto nelle liste UEFA a gennaio. Essendo un acquisto non in prestito secco né con semplice diritto di riscatto, la Uefa certamente valuterà la sua incidenza economica nei prossimi anni. Il tutto cambierebbe in caso di voluntary agreement.

Si parla di una multa di 20 milioni, ma parte della somma sarà condizionata al raggiungimento di determinati obiettivi di bilancio. Il Milan ha previsto un fondo di 18 milioni per tali sanzioni.

Ricorda Milan Live che “A febbraio ci sarà anche il colloquio con la Camera Investigativa per il Settlement Agreement e le violazioni del triennio 2016-2018″. Due discorsi distinti, ma comunque interconnessi. Ci saranno limitazioni anche in termini di monte ingaggi, ma il cambio di proprietà e un piano di ricavi attuato dal nuovo AD Gazidis renderanno le sanzioni più morbide. Se i rossoneri faranno i compiti a casa potranno uscire poi presto dal settlement agreement. Servirà ad ogni modo dare una sforbiciata al monte ingaggi, elemento che sarà una condicio sine qua non posta dalla UEFA.